L’ansia genera reati e la censura sara’ regolata dal Governo.

Cyberbullismo: la legge, approvata alla Camera, va al Senato
Appellobullismo e’ il nome con il quale abbiamo dato voce a tutti coloro che hanno espresso le fondate perplessita’ sulle modifiche del luglio 2016 introdotte di fatto dal Governo in Commissioni riunite.

Non ripetiamo qui l’eccezionale numero di adesioni e articoli sui quotidiani nazionali, internazionali e blog.

Hanno aderito genitori di vittime di bullismo, anche genitori che hanno perso i figli. Hanno aderito avvocati. Hanno aderito associazioni che si occupano di bullismo.

Non ha ascoltato il Governo che ha rifiutato il confronto e ha blindato il testo con piu’ tecniche parlamentari, aggirando anche vari emendamenti tutti per migliorare le norme contro il bullismo, ma contrari alla censura di stato. E’ un reato scritto dal Governo e votato dal Parlamento.

Agli atti parlamentari risultano le argomentazioni che su sito, Facebook e Twitter abbiamo raccolto e aiutato a divulgare.

Manca il dialogo con il Governo.

Resta la preoccupazione espressa dai deputati: il tavolo presso il Governo per regolamentare l’hate speech sa di censura di Stato.

Legge che coinvolte tutti: gestori di siti ma anche di moderatori di gruppi Facebook o amministratori di chat Whatsapp. Ma anche archivi RAI e di giornali.

Se approvata al Senato sara’ opportuno cancellare tutto in 24 ore. Salvo sanzioni amministrative del Garante della Privacy fino a 180.000 euro. Coinvolge chiunque cura un qualcosa su internet, social, chat anche whatsapp

Una pagina nerissima non per la norma che introduce uno strumento di censura, ma per il silenzio del Governo.

Resta, per ora, il secondo ramo del Parlamento a doversi esprimere.

Un domani bastera’ un solo ramo del Parlamento per approvare norme peggiori di queste.

Ricordiamocene anche al referendum sulle riforme costituzionali.
Per adesioni, documenti, rassegna stampa:

appellobullismo@gmail.com

Appellobullismo.wordpress.com

@appellobullismo su Twitter e Facebook

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